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Trasferimento d'immagine
L’emozione del campione è un’energia potente ma volatile. Se il brand resta a guardare, quell’energia si disperde pochi secondi dopo il traguardo, o il fischio dell’arbitro al palazzetto.

Sono molte le aziende che confondono la vicinanza fisica a un atleta con il trasferimento automatico dei valori dell’immagine sportiva sul brand: comprano uno spazio sulla maglia e aspettano che la gloria del podio si rifletta sui loro bilanci per osmosi.

Ma il “passaggio di gloria” non è automatico. Per trasformare il successo esterno in un valore dell’azienda, serve un’infrastruttura: un ponte di attivazione.

Il pubblico ha capito perchè eravamo lì? 

L’attivazione è lo strumento che trasferisce il risultato sportivo sul brand. “Non limitarti a mostrare chi sei; dimostra cosa l’azienda sa fare insieme allo sport e per la squadra o l’atleta.”

Ecco i 4 passaggi tecnici per progettare un’attivazione che generi reputazione e asset patrimoniali.

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L’Audit di Coerenza – la fase di conoscenza per trovare il Fit Strategico.

Il ponte deve poggiare su basi solide. Prima di firmare un contratto, bisogna chiedersi: cosa abbiamo davvero in comune con questo sport? Non parliamo di simpatia, ma di DNA tecnico.
Se un brand come Dyson sceglie la vela, lo fa perché la sua competenza nella fluidodinamica è la stessa che serve a un’imbarcazione per volare sull’acqua. L’attivazione nasce qui: nella selezione di un partner che legittimi la tua tecnologia o i tuoi valori.
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Definizione del ruolo: da Sponsor ad Attivatore

Il pubblico oggi è immune alla pubblicità passiva, mentre concede attenzione a servizi e benefici. Il brand che smette di essere un “donatore di fondi” e diventa un “attivatore di esperienze” si sposta dalla zona d’ombra.
Un esempio eccellente è quello di chi, come Bosch, non si accontenta di un logo sugli striscioni di una gara ciclistica, ma installa stazioni di ricarica per e-bike lungo il percorso. In quel momento, il brand non sta parlando di sé: sta risolvendo un problema al fan. Sta agendo.
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Ritmo operativo in sincronia con lo sport.

L’attivazione deve muoversi allo stesso ritmo della competizione. Se l’atleta vince per la sua precisione, il brand deve attivare campagne o servizi che dimostrino la propria precisione. Se la squadra è celebre per la sua capacità di connettere i ruoli nel gioco, il brand (si pensi a WindTre) deve agire come il connettore digitale che porta i tifosi quasi dentro lo spogliatoio. Il segreto è la coerenza del gesto: il brand deve fare nel suo mercato quello che l’atleta fa in campo.

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Il debrief sul valore in campo gara, dopo l’evento sportivo.

Un’attivazione riuscita non si misura in “minuti di esposizione TV”, ma in reputazione guadagnata. Al termine dell’evento sportivo, l’azienda deve poter rispondere a una domanda: il pubblico ha capito perché eravamo lì? Se la risposta è sì, avete costruito un’ottima connessione per trasferire il valore sportivo sull’immagine del vostro brand. Se la risposta è “perché abbiamo pagato”, siete rimasti vittima della trappola della passione e lasciate sul tavolo un’opportunità di competere per la vostra quota di mercato.
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Non è il logo sulla pelle del campione a cambiare la percezione del pubblico sulla tua azienda, o sulla posizione che ricopri nello sport come sponsor.
Si tratta piuttosto di quanto l’azienda sa fare, e offrire, per rendere quell’esperienza sportiva migliore, più sicura o più coinvolgente. In Sponsor Square, aiutiamo i brand a smettere di guardare la gara e a iniziare a correrla. Perché il successo di un atleta, di una squadra, è un lampo, ma l’asset di una marca, costruito per competere, è per sempre.

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